Solidarietà ai facchini di Anzola dell’Emilia, impegnati da una settimana in una dura battaglia contro Coop Centrale Adriatica. Da anni Coop promuove precarietà e sfruttamento nei propri magazzini, dove impiega personale sottopagato e spremuto fisicamente oltre ogni limite. Adesso i dirigenti Coop hanno pensato bene di andare oltre. Ai 180 facchini con anni e anni di esperienza e di fisico usurato, Coop e il suo sistema di appalti e subappalti truccati ha riservato un nuovo contratto e una nuova cooperativa. Risultato: paga decurtata, quota di 2500 euro da pagare alla cooperativa subentrante e un periodo di prova mascherato di sei mesi che lascerà tutti in balia dei nuovi datori di lavoro. Alla faccia dei tanto sbandierati valori cooperativi. Le scelte del presidente di Coop Adriatica, Adriano Turrini, sono uguali a quelle del suo più famoso e infame collega Sergio Marchionne. Quello che sta avvenendo ad Anzola noi l’abbiamo già visto all’Ikea di Piacenza. Un legittimo picchetto di chi chiedeva solo di conservare i propri diritti è stato fatto a pezzi trascinando via chi resisteva a terra, in nome del diritto di Coop di continuare a sfruttare e a fare profitti sulla pelle dei propri lavoratori.

Per questo siamo solidali con i facchini di Coop e con la loro lotta. Vergogna invece a chi finge di non vedere cosa sta succedendo a pochi chilometri da Bologna, sindacati e partiti politici in testa a tutti.

Vergogna, infine, ad Adriano Turrini, che solo pochi giorni fa ha avuto il coraggio dire: “Fa parte della nostra missione poter essere utili alla società oltre che vendere scatolette e detersivi, perché di fronte a fenomeni di implosione sociale che potrebbero verificarsi molto in fretta non potremo dire che non ce l’aspettavamo”.