Nelle ultime settimane, TPER, la società per azioni a totale partecipazione pubblica che gestisce il trasporto pubblico locale, ha scelto di criminalizzare tutti coloro che non possono permettersi di pagare il biglietto definendoli “evasori”, incitando gli altri passeggeri
alla delazione e alla denuncia.

Ma da quale pulpito proviene questo predicozzo moralizzatore?

Da dirigenti “pubblici” strapagati, gli stessi che hanno gestito ATC evadendo il fisco per 1,5 milioni di euro, gli stessi che negli ultimi tre anni hanno speso 1 milione di euro per i monitor pubblicitari sugli autobus.

Ancora una volta, dunque, la “crisi” viene fatta pagare a chi non l’ha prodotta.

Noi siamo convinti che le condizioni di povertà che pesano su migliaia di studenti e studentesse, precari e precarie, disoccupati e disoccupate, migranti e nativi, non debbano essere caricate di “senso di colpa”, bensì messe al centro delle politiche sociali.

Riutiamo l’idea di una comunità in cui ci si controlla a vicenda, favorendo l’odio sociale nei confronti delle categorie che non corrispondono all’idea di “successo” che sembra essere condivisa anche in questi tempi di crisi generalizzata.

Del resto, come già è stato fatto con i dipendenti di Provincia e Regione, che pagano rispettivamente 38 e 50 euro all’anno per l’abbonamento, perché gli enti locali non aprono una contrattazione anche con le migliaia di persone costrette a pagare prezzi insostenibili per muoversi all’interno della città?

Per questo stesso motivo, aspettando godot, abbiamo deciso di (auto)organizzarci per garantire un aiuto materiale a chi viaggia sui mezzi pubblici ma non può permettersi l’attuale prezzo di biglietti e abbonamenti (che possono raggiungere i 300 euro all’anno), dando vita ad una cassa di “mutuo soccorso” che funzionerà attraverso un meccanismo pubblico di sottoscrizione.

Aderire alla cassa signica potersi assumere il rischio di viaggiare senza biglietto, ma signica anche impegnarsi attivamente e quotidianamente per supportare queste vertenze e opporsi alla campagna criminalizzante di T-per. La mobilità è un servizio pubblico, un diritto che deve essere garantito anche a chi non può “comprarselo”.

Per info sulla campagna e per aderire alla cassa di “mutuo soccorso”: tpertutt@gmail.com