MARTEDI’ 15 MAGGIO ORE 18 @ PIAZZA NETTUNO

PROCESSIONE DI SANTA INSOLVENZA

Il tuo incubo ricorrente è un enorme ufficiale giudiziario che ripete con un ghigno sinistro “Ecco la sua cartella esattoriale… mi segua… mi segua… mi segua…”?

Lo schermo del bancomat visualizza un saldo disponibile che mortifica ogni tuo desiderio?

Una vergogna cieca ti assale mentre apri il portafoglio?

Mandare curriculum è diventato il tuo lavoro?

Quando ti dicono “dai, non è colpa tua…” tu percepisci solo le parole “COLPA TUA”?

Se la Camusso parla ai lavoratori ti senti inadeguato perché non parla a te?

Hai stretto così tanto la cinghia che la tua vita è diventata inconsistente?

Pensi che tutti vadano in vacanza in posti esotici e, per non essere da meno, ti chiudi in casa per 15 giorni con le tapparelle abbassate?

IL RICATTO DEL DEBITO STA ENTRANDO PREPOTENTEMENTE NELLA TUA VITA!

SOLO UN ESORCISMO COLLETTIVO PUO’ FERMARLO

“ESCI DAI NOSTRI CORPI!”

Martedì 15 maggio alle h. 18 uniamoci sotto al Nettuno per muoverci verso alcuni luoghi dove alligna il Male

VADE RETRO AUSTERITA’
VADE RETRO SACRIFICIO
VADE RETRO SENSO DEL DOVERE
VADE RETRO SENSO DI COLPA

RIPRENDIAMOCI LA VITA

Attenzione! Piazza Precaria in Pza XX Settembre, diversamente da come comunicato in precedenza!

Sabato 12/5 dalle 13
@ Piazza XX Settembre
PIAZZA PRECARIA
Altro che austerità!


#GlobalMay 12

Il 12 maggio piazza precaria

Dalle 13 in Piazza XX Settembre

A causa dell’annullamento delle manifestazioni previste per i T-days, la Piazza Precaria del 12 Maggio lanciata all’interno del percorso internazionale #GlobalMay contro le politiche di austerity, prevista all’incrocio tra Via Ugo Bassi e Via Marconi, si sposta sempre alle 13 in piazza XX Settembre.
La giornata inizierà dalle 13 con un pranzo sociale e si aprirà con un omaggio a Stefano Tassinari da parte dei Wu Ming e andrà avanti con momenti artistici e musicali concludendosi con un’assemblea cittadina alle ore 18.30. Le realtà che animeranno la
Piazza Precaria durante tutta la giornata con banchetti informativi saranno: Coordinamento Operatori Sociali, Comitato Acqua Bene Comune Bologna, ASIA – Associazione Inquilini Assegnatari, Collettivo Mujeres Libres, Santa Insolvenza e tutte le altre realtà che stanno costruendo insieme questo #GlobalMay.


Sabato 12 maggio, giornata di mobilitazione internazionale che in tutto il mondo ridarà voce al 99%, costruiremo un altro tassello del nostro #GlobalMay per un maggio di lotte globali contro la precarietà e per il reddito incondizionato. Dopo il Primo maggio saremo di nuovo in piazza, per mescolare e far incontrare ancora una volta i mille volti della precarietà che producono ma non beneficiano della ricchezza di questa città. Una lunga giornata di arte e cultura, socialità e confronto, rivendicazione e conflitto, autodeterminazione e beni comuni. Altro che austerità!

Quel giorno a pochi passi di distanza si svolgerà uno dei “T-Days” promossi dal Comune. Ben venga il centro della città senza auto, ma ancora una volta il rischio è quello di una vetrina luccicante in cui non troverà spazio chi è visto solo come merce nelle mani di partiti agonizzanti, poteri economici e banchieri. Quello spazio ce lo prenderemo noi. Costruiremo la piazza del diritto all’insolvenza, delle nuove forme di sciopero, dei saperi per tutte e tutti, del rifiuto della precarietà e della cosiddetta riforma del lavoro Monti-Fornero, del diritto alla casa e alla mobilità, del nuovo welfare e del reddito di base incondizionato. Ci sarà spazio per iniziative di comunicazione ed informazione, momenti di confronto, espressioni artistiche e… Altro prenderà vita in quella piazza e da quella piazza.

#GlobalMay!



INIZIATIVE TRASCORSE

Sabato 5 Maggio
@ Bartleby, via San Petronio Vecchio 30/a
Queering Occupy!
Info su blog Smaschieramenti

 

Martedì 8/5 dalle 20.30
@ Bartleby, via San Petronio Vecchio 30/a
ASSEMBLEA PUBBLICA
Costruiamo insieme il 12M e 15M

Mercoledì 9/5 dalle 19
@ Scienze Politiche, Strada Maggiore 45
QUADERNI SAN PRECARIO + TIMIRA (Wu Ming 2, Antar Mohamed) + LIVE CONCERT
Santa Insolvenza presenta in Università le sue iniziative per il #GlobalMay

Il video di ZicTv del Primo Maggio Precario alla Pam: Benvenuto #GlobalMay!

Il Primo maggio? Innanzitutto una giornata in cui non-si-la-vo-ra.
Concetto semplice, almeno in apparenza. Eppure, a Bologna, mentre i sindacati concertativi festeggeranno tutti insieme allegramente, saranno tante le aziende che costringeranno le lavoratrici e i lavoratori a vivere quel giorno come tutti gli altri: ricattandoli e facendo leva sulla loro precarietà e sul loro bisogno di reddito. Tra queste aziende c’è la Pam, la stessa catena della grande distribuzione che ha ben pensato di “coinvolgere” gli studenti per le aperture domenicali, promettendo guadagni interessanti (che lo studente di oggi, precario e indebitato, insegue per pagarsi magari il debito studentesco che ha contratto con le banche, altro dispositivo di ricatto, di controllo, e spesso unico mezzo per portare avanti il percorso formativo) con un unico obiettivo: aprire una nuova strada per intensificare lo sfruttamento della condizione precaria. Per questo il Primo maggio saremo davanti alla Pam di via Marconi, costruiremo lì nostro Primo maggio precario prima di partecipare al corteo cittadino che prenderà il via da piazza XX Settembre contro la macelleria sociale del governo Monti e la cosiddetta riforma del mercato del lavoro portata avanti dal ministro Fornero, per la difesa dei beni comuni e dei diritti sociali.

Il Primo maggio, che quest’anno negli Stati Uniti sarà un appuntamento di sciopero promosso dal movimento #Occupy, segnerà così la prima tappa di quello che abbiamo voluto chiamare #GlobalMay: un maggio che anche a Bologna sappia parlare il linguaggio delle lotte globali contro la precarietà e per il reddito incondizionato. A livello internazionale sono già state promosse le date lanciate dalle piazze spagnole: il 12M e poi il Global Strike del 15M, anniversario della prima acampada degli/delle indignados a Puerta del Sol a Madrid. Prima di queste due giornate, proseguiremo il confronto costruendo altri due appuntamenti in città: il 5 con la rete Putalesbotransfemministaqueer che al grido di “Queering occupy!” invita a discutere al Bartleby tutti quei gruppi e singolarità che in varie parti d’Italia condividono la rabbia e l’insofferenza per un sistema economico che colonizza e disciplina austeramente le nostre vite e sentono la necessità di agire per una favolosa trasformazione corporea sociale e sessuale dell’esistente, l‘8 maggio con un incontro sulla riforma del mercato del lavoro attraverso la presentazione in Università della terza edizione dei Quaderni di San Precario.

La scommessa del maggio globale è cruciale ma sicuramente non un traguardo finale. Nelle settimane a venire proseguirà spedita verso l’approvazione parlamentare la riforma Fornero, che non fa che rendere più stringenti i meccanismi del ricatto e della precarietà.
Continueremo a opporci reclamando il diritto alla scelta e un nuovo welfare che metta al centro la vita e non il lavoro e la finanza.

Martedì 1 maggio ore 9 davanti alla Pam di via Marconi

#GlobalMay

#GlobalMay1st, il Primo maggio precario

Prossima assemblea pubblica: giovedì 26 aprile  alle 20
a Vag61 in via Paolo Fabbri 110

La prima assemblea pubblica per la costruzione del #GlobalMay! ci consegna tanti spunti diversi ma accomunati da un’unica consapevolezza: anche a Bologna quello che si avvicina dev’essere un maggio di lotte globali contro la precarietà e per il reddito incondizionato. Il percorso di chi rivendica il diritto all’insolvenza si è intrecciato con lavoratrici e lavoratori in lotta del circuito cinematrografico, il cammino di chi si mobilita per la tutela dell’acqua e degli altri beni comuni ha incrociato quello di chi difende il diritto all’abitare e così via. Tasselli diversi che a maggio, mese che sarà determinante per l’approvazione di una riforma del lavoro buona solo ad aumentare i livelli già insostenibili di ricatto e precarietà, potranno trovare una cornice comune contro crisi e politiche di austerity, contro il dominio della finanza, del debito e della rendita, contro governi tecnici e partiti o sindacati complici. Una sfida e allo stesso tempo una necessità, che guardi allo sciopero precario e allo sciopero sociale per contrapporre tempi di vita ai tempi di sfruttamento, riappropriazione alla povertà.

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ASSEMBLEA PUBBLICA PER COSTRUIRE COLLETTIVAMENTE LE MOBILITAZIONI DI MAGGIO
Giovedì 19 Aprile 2012 Ore 20
@Vag61, Via Paolo Fabbri 110  

Per un maggio di lotte globali contro la precarietà e per il reddito incondizionato.

Dall’Europa alle due sponde dell’Atlantico la finanza impone le politiche ai governi. Le riforme varate nell’ultimo anno in tutta Europa rispondono ad un’unica logica: austerity, tagli al welfare, licenziamenti , diminuzione dei salari e aumento della precarizzazione. In nome della rendita, si bruciano le nostre vite, si cancellano diritti e si impoverisce sempre di più chi questa crisi la sta pagando ormai da più di tre anni.
In Italia Maggio sarà un mese determinante per l’approvazione della cosiddetta “riforma del lavoro” portata avanti dal governo Monti. La riforma del lavoro segue la macelleria sociale europea ed è orchestrata con un unico scopo: produrre e ampliare anche ai cosiddetti “garantiti” ricatto e precarietà. Questa riforma va oltre le apparenti motivazioni. Non è solo una manovra tecnica ma è una manovra pienamente politica. Cosa accadrà quando verrà varata? Come peggioreranno ulteriormente le nostre vite?

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FotogalleryVideo 

Mentre la supposta “Bologna che conta” si radunava, in un tripudio di auto blu, all’Arena del Sole per la conferenza di presentazione del Piano Strategico Metropolitano, davanti all’ingresso del teatro prendeva forma l’Agorà promossa da Santa Insolvenza insieme agli Inquilini resistenti, al comitato No People Mover, a Piazza Educativa, i Cineasti Arcobaleno, il Comitato NoDebito e altre campagne di mobilitazione e realtà culturali. In contrapposizione ai tavoli di lavoro che si svolgevano nel chiuso dell’arena, sotto uno splendido sole abbiamo aperto i tavoli del reddito di base, dello sciopero precario, del welfare, dell’autogestione, della casa, dei saperi, dei beni comuni, della mobilità sostenibile: insomma, anche noi #AbbiamoUnPiano! Via Indipendenza si è riempita dei colori e della vitalità di una visione del futuro divergente, e ai rumori del traffico si è sostituita la musica della jam session improvvisata da
quattro musicisti. A mezzogiorno è stata occupata mezza carreggiata, per consentire alla Brigata Cucinieri della Cirenaica di offrire a tutti pasta, pomodoro e “pesto duro”: buonissima, alla faccia della ministra Fornero secondo cui di fronte a un reddito minimo “voi non fate nulla per il paese, vi sedete e mangiate pasta e pomodoro”.

Di seguito il testo del volantino diffuso durante l’agorà (altro…)

VERSO L’AGORA’ DI GIOVEDI’ 29 IN VIA INDIPENDENZA 

Oggi Santa Insolvenza è apparsa a Palazzo d’Accursio, durante la conferenza di presentazione del Piano Strategico Metropolitano, per denunciare che chi si radunerà giovedì all’Arena del Sole, mentre parla di “partecipazione democratica” e della “possibilità occupazionale” che il progetto apporterebbe, recluta personale con contrattini co.co.pro part-time, di sei mesi, per poco più di 650 euro mensile, per non parlare della grande massa di forza-lavoro stagista reclutata direttamente da e dentro l’Alma Mater Studiorum, parte anch’essa del Comitato Promotore. (altro…)

#AbbiamoUnPiano

GIOVEDI’ 29 MARZO ore 9

Sotto la statua di Garibaldi in via Indipendenza – Davanti all’Arena del Sole

Piano strategico metropolitano?
La nostra visione del futuro è un’altra, diamogli voce!

PIAZZA TEMATICA

Ci prendiamo il sole, voi tenetevi l’arena!

Il 29 marzo all’Arena del sole si svolgerà il primo Forum del Piano Strategico Metropolitano, il percorso promosso da Comune, Provincia di Bologna e Regione Emilia-Romagna per costruire “una visione del futuro del nostro territorio- recita la presentazione ufficiale- e mirato al suo posizionamento sulla scena regionale, nazionale e internazionale”. Oltre ai promotori, finora hanno aderito al progetto Unindustria, Legacoop, l’Università di Bologna, la Camera di Commercio, l’Ascom, la Cna, Confcooperative e alcuni comuni della provincia. Si attende l’arrivo di altre associazioni di categoria, come l’Ance dei costruttori edili, nonchè di Cgil, Cisl e Uil. Tutti insieme allegramente, istituzioni pubbliche e soggetti privati, poteri forti e fortissimi, per pianificare i prossimi anni in tema di lavoro, ambiente, urbanistica, welfare, mobilità, cultura, conoscenza… A metterci il faccione sarà anche questa volta Romano Prodi, ormai immancabile “padre nobile” di qualsiasi iniziativa per la quale sotto le Due torri ci sia la necessità di non far litigare troppo le mille anime del Pd o i diversi comitati d’affari.

I lavori per la realizzazione di questo Piano strategico sono cominciati almeno un anno fa, con tanto di denari spesi per la struttura organizzativa. Anzi, a dire il vero tutto era stato già lanciato quando sulla poltrona di sindaco siedeva Flavio Delbono, voluto guarda caso dallo stesso Prodi, ma poi il progetto fu rimesso sotto al tappeto a causa dei suoi guai giudiziari e successive dimissioni. Il concetto di “futuro” non è che ebbe poi molta strada davanti a sè. Questa volta invece c’è l’inchiesta sul presidente della Regione, Vasco Errani, a minacciare di nuovo l’operazione: ma questa è un’altra storia, il lavoro dei magistrati ci appassiona poco.

Eppure, nonostante il Piano strategico aleggi sulla città da tempo, finora se n’è parlato poco. Si attende la giornata del 29 per cominciare a battere la grancassa ed invadere la città con fiumi di retorica, assicurando nel frattempo che al percorso possono partecipare tutti ma proprio tutti, attraverso associazioni o comitati, iscrivendosi ai “tavoli progettuali” e seguendone le regole (decise da chi?). Bene. Ma c’è qualcuno che crede davvero che precari, disoccupati, migranti o studenti potranno influenzare i succosi disegni di politicanti e potentati economici? Noi crediamo di no. Siamo convinti, invece, che in questo gioco a noi sia riservato un altro ruolo: quello di coprire e avallare con una finta partecipazione, in cui non sarà consentito il dissenso, le scelte che verranno prese dai potentati attraverso il Piano, quello di subire tali scelte e trasformare gli scintillanti progetti in profitti destinati ai soliti pochi.

Del resto “loro”, quelli del Piano strategico, sono gli stessi che appalto dopo appalto spingono sempre più forte sull’acceleratore della precarietà, che stanno smantellando il welfare cittadino, che sgomberano le idee dai cinema abbandonati solo per restituirli all’abbandono, che continuano a cementificare gli ultimi spazi verdi e vitali della nostra città, che sognano grandi opere inutili (dal defunto Civis al People mover) e difendono la Tav, che se ne fregano di quanto stabilito con il referendum sull’acqua e che, nel loro piccolo, prima hanno contribuito a creare la crisi e oggi sostengono la cura “tagli&sacrifici” del per niente tecnico governo Monti. La nostra “visione del futuro” è diversa. Divergente. Opposta. Il nostro futuro parla di sciopero precario e reddito di base incondizionato, di rifiuto del debito, di una casa per tutt*, di beni comuni, di condivisione dei saperi, di libertà di movimento, di desideri senza confini. Eh già, ce l’abbiamo anche noi un piano. Con lettera minuscola, ma grandi obiettivi. Vogliamo dargli voce, vogliamo che partiti e affaristi sentano bene e prendano appunti.

#AbbiamoUnPiano

La nostra “visione del futuro” è un’altra, diamogli voce

Il 29 marzo all’Arena del sole si svolgerà il primo Forum del Piano Strategico Metropolitano, il percorso promosso da Comune, Provincia di Bologna e Regione Emilia-Romagna per costruire “una visione del futuro del nostro territorio- recita la presentazione ufficiale- e mirato al suo posizionamento sulla scena regionale, nazionale e internazionale”. Oltre ai promotori, finora hanno aderito al progetto Unindustria, Legacoop, l’Università di Bologna, la Camera di Commercio, l’Ascom, la Cna, Confcooperative e alcuni comuni della provincia. Si attende l’arrivo di altre associazioni di categoria, come l’Ance dei costruttori edili, nonchè di Cgil, Cisl e Uil. Tutti insieme allegramente, istituzioni pubbliche e soggetti privati, poteri forti e fortissimi, per pianificare i prossimi anni in tema di lavoro, ambiente, urbanistica, welfare, mobilità, cultura, conoscenza… A metterci il faccione sarà anche questa volta Romano Prodi, ormai immancabile “padre nobile” di qualsiasi iniziativa per la quale sotto le Due torri ci sia la necessità di non far litigare troppo le mille anime del Pd o i diversi comitati d’affari.

I lavori per la realizzazione di questo Piano strategico sono cominciati almeno un anno fa, con tanto di denari spesi per la struttura organizzativa. Anzi, a dire il vero tutto era stato già lanciato quando sulla poltrona di sindaco siedeva Flavio Delbono, voluto guarda caso dallo stesso Prodi, ma poi il progetto fu rimesso sotto al tappeto a causa dei suoi guai giudiziari e successive dimissioni. Il concetto di “futuro” non è che ebbe poi molta strada davanti a sè. Questa volta invece c’è l’inchiesta sul presidente della Regione, Vasco Errani, a minacciare di nuovo l’operazione: ma questa è un’altra storia, il lavoro dei magistrati ci appassiona poco.

Eppure, nonostante il Piano strategico aleggi sulla città da tempo, finora se n’è parlato poco. Si attende la giornata del 29 per cominciare a battere la grancassa ed invadere la città con fiumi di retorica, assicurando nel frattempo che al percorso possono partecipare tutti ma proprio tutti, attraverso associazioni o comitati, iscrivendosi ai “tavoli progettuali” e seguendone le regole (decise da chi?). Bene. Ma c’è qualcuno che crede davvero che precari, disoccupati, migranti o studenti potranno influenzare i succosi disegni di politicanti e potentati economici? Noi crediamo di no. Siamo convinti, invece, che in questo gioco a noi sia riservato un altro ruolo: quello di coprire e avallare con una finta partecipazione, in cui non sarà consentito il dissenso, le scelte che verranno prese dai potentati attraverso il Piano, quello di subire tali scelte e trasformare gli scintillanti progetti in profitti destinati ai soliti pochi.

Del resto “loro”, quelli del Piano strategico, sono gli stessi che appalto dopo appalto spingono sempre più forte sull’acceleratore della precarietà, che stanno smantellando il welfare cittadino, che sgomberano le idee dai cinema abbandonati solo per restituirli all’abbandono, che continuano a cementificare gli ultimi spazi verdi e vitali della nostra città, che sognano grandi opere inutili (dal defunto Civis al People mover) e difendono la Tav, che se ne fregano di quanto stabilito con il referendum sull’acqua e che, nel loro piccolo, prima hanno contribuito a creare la crisi e oggi sostengono la cura “tagli&sacrifici” del per niente tecnico governo Monti.

La nostra “visione del futuro” è diversa. Divergente. Opposta. Il nostro futuro parla di sciopero precario e reddito di base incondizionato, di rifiuto del debito, di una casa per tutt*, di beni comuni, di condivisione dei saperi, di libertà di movimento, di desideri senza confini. Eh già, ce l’abbiamo anche noi un piano. Con lettera minuscola, ma grandi obiettivi. Vogliamo dargli voce, vogliamo che partiti e affaristi sentano bene e prendano appunti.

Per discuterne insieme proponiamo una

ASSEMBLEA CITTADINA

GIOVEDI’ 22 MARZO 2012 ORE 20
ENTRATA SALABORSA

“Se vi diamo il reddito voi non fate nulla per il paese, vi sedete e mangiate pasta e pomodoro”, diceva una settimana fa a Roma la ministra Fornero alle precarie di #occupywelfare che ricevette dopo un blitz alla sede del dicastero. Così le precarie e i precari devot* a Santa Insolvenza si sono ritrovati oggi durante la propria pausa pranzo in viale Masini, davanti agli uffici del Ministero del Lavoro, distribuendo gratuitamente proprio quella “pasta e pomodoro” che così poco piace alla ministra. Un flash mob contro la riforma del mercato del lavoro e per il reddito di base incondizionato

Di seguito il testo distribuito durante il flash mob

#LottoMarzo atto II:
C’è il sole, c’è la pasta, c’è il pomodoro… manca solo il reddito!

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