Verbale dell’assemblea plenaria “Santa Insolvenza”, mercoledì 23/11/2011, Salaborsa

La prima parte dell’assemblea ha discusso brevemente delle posizioni di Ronchi (assessore alla cultura) nei confronti dell’assemblea di Santa Insolvenza e del luogo della prossima assemblea. La seconda parte è stata dedicata a prossime iniziative e laboratori, autoinchiesta, incontri con studenti e operai e molto altro…

Prima parte dell’assemblea, subito dedicata al dialogo fra Santa Insolvenza e la giunta comunale, aggiornato alla recente telefonata fra Ronchi (assessore alla cultura) e Joel (educatrice/studentessa), che riporta la conversazione individuandone temi e modi.
Dichiarazioni di Ronchi:
disponibilità del Comune a trovare un altro posto (non definito) che sia pubblico, aperto di sera, per le riunioni assembleari – la condizione è che l’assemblea Santa Insolvenza dichiari di non utilizzare più la Salaborsa quale spazio per riunirsi, perché questo arrecherebbe un danno culturale alla città e caricherebbe di straordinari il lavoro delle guardie giurate.
Come già in mailing list, ci si espressi sulla necessità di non concentrarsi troppo sulla discussione assembleare sulla telefonata, e a livello comunicativo più ampio evitare di far identificare le azioni del movimento con la semplice richiesta di uno spazio, e la dinamica sgombero/occupazione; in particolare, è stato detto decisamente (Enzo, educatore sociale) di non lasciarci strumentalizzare dalle dichiarazioni di Ronchi, soprattutto sul presunto danno ai servizi pubblici, accennando alla recente gestione di Piazza Maggiore in un’ottica “commerciale” (dal Chocoshow all’evento-concerto Radiohead previsto in luglio); sottolineando che Santa Insolvenza deve avere capacità di attraversamento della città, poi s’è detto (Renato) di non cadere nella spirale improduttiva di un “botta e risposta” con la giunta, di non lasciarsi avvitare in un giochetto che sembra voler dettarci i tempi e influire sulle nostre pratiche; un teatrino che sembra rivelare come, oltre alla repressione di stili di vita alternativi, si stia passando addirittura a negare uno spazio per riunioni assembleari, quindi al diritto di riunirsi pubblicamente e fare politica dal basso.
In generale, l’assemblea s’è mostrata concorde nel continuare la trattativa, ma non farsi bloccare dalle richieste dell’assessore, decidendo di convocare un’altra assemblea per la prossima settimana e non rinunciare a priori alla possibilità dell’utilizzo della Salaborsa quale spazio pubblico.
Brevemente, s’è discusso della possibilità di uscire con un comunicato che sintetizzasse la posizione dell’assemblea sulla questione oppure indire una conferenza stampa per la giornata di giovedì 24, sempre presso la Salaborsa; sono state scelte entrambe le opzioni (un gruppetto di 6-7, in parallelo ha iniziato a consultarsi sul comunicato), per ribadire di non affrontare solo la problematica dello spazio e di rivolgersi alla cittadinanza intera.

Seconda parte, relazione all’assemblea generale delle tematiche e delle proposte emerse dal Laboratorio sull’Insolvenza, svoltosi martedì sera 22 novembre, ospitati da Atlantide
La moderatrice riporta in sintesi i punti emersi durante il laboratorio:
–         DIRITTO ALLA CASA (richiesta all’assemblea di esprimersi in proposito)
–         proposta di AUTO-INCHIESTA quale strumento per narrare di sé, la propria condizione di precariato esistenziale/lavorativo, per relazionarsi all’interno del movimento stesso, per far emergere il lato politico dell’insolvenza nella quotidianità
–         proposta di “gioco di ruolo” sul tema della crisi, ispirato a Monopoli e sul modello del “Puttanopoli” svolto in passato sul tema della prostituzione e dello sfruttamento del corpo dal collettivo Smascheramenti
–         numerosi interventi relativi alla pratica di ECONOMIE ALTERNATIVE, incentrate su autoproduzione di cibo, energia, redistribuzione del cibo in eccesso e degli scarti, nel senso di un’ “economia del dono”
–         problematica del WELFARE legato all’insolvenza
–         proposta di studio sugli aspetti economici della crisi e dell’insolvenza
–         proposta d’apertura di uno SPORTELLO LEGALE, come supporto costante alla messa in atto di pratiche insolventi
–         opportunità di andare a confrontarci con gli operai della British America Tobacco e della Fini compressori, su loro esplicita richiesta.

Dal laboratorio sono emerse anche proposte per azioni concrete sui casi legati all’insolvenza:
–         azioni come “shopping finto” o “shopping fotografico” come forma di protesta nei confronti degli acquisti consumistici, in vista dell’imminente shopping natalizio
–         per venerdì o sabato, azioni comunicative per le problematiche ACQUA PUBBLICA (tema su cui s’è puntato molto, soprattutto in relazione alla forza della partecipazione referendaria), in particolare nei confronti delle aziende detentrici del servizio / MOBILITÀ, specie tariffe ATC, disagi linee Trenitalia, investimenti pubblici sul People Mover.

Una precisione importante è stata che tutte le pratiche da mettere in atto (o messe già in atto, da svariati soggetti) sono collegabili al discorso sull’insolvenza e, in generale, al fatto di mettere in discussione un determinato sistema socioeconomico, nella sua globalità.
Anche per questo, e per le diramazioni che possono prendere i vari laboratori, s’è individuato nei laboratori il motore della mobilitazione.

In seguito, gli interventi si sono altalenati fra proposte concrete da mettere in campo e riflessioni/appelli all’attenzione verso le realtà esterne all’assemblea, puntando a coinvolgere chi già quotidianamente affronta il problema della precarietà, mette in pratica l’insolvenza o già da anni conduce lotte in tal senso; nello specifico s’è ricordata (Giulia) la necessità di momenti di  AUTOFORMAZIONE per tutti i componenti del movimento e il resto della cittadinanza, il confronto con soggetti reali, l’opportunità (Valerio) di realizzare materiali di formazione e contro-informazione fruibili a tutti, in maniera costante, anche a chi non può partecipare fisicamente all’assemblea; è stato reso noto l’invito degli studenti del Liceo Minghetti a recarsi da loro per esporre le problematiche connesse all’insolvenza.

Più volte è stato chiesto all’assemblea di esprimersi su azioni da svolgere, come il confronto con gli operai suddetti, strettamente legato al problema sul lavoro, cui si riferisce la riproposta (Linda) di un laboratorio sul lavoro (“Camera del lavoro” autogestita) che possa fungere da coordinamento; anche sulla questione CASA/AFFITTO/SFRATTI, rammentando l’utilizzo dei picchetti antisfratto, proponendo (Andrea) una campagna per l’istituzione di un ente pubblico di sussidio sugli affitti.

Da più voci, comunque, è stata manifestata l’urgenza di tornare a rendere visibile il movimento al tessuto cittadino, non solo con la ripresa o continuazione di tutti i laboratori (insolvenza, comunicazione, pratiche assembleari), ma anche con le apparizioni della Santa; in tale ottica, è stata pensata una “SETTIMANA SANTA” di iniziative giornaliere:

VENERDI 25
incontro cogli studenti del liceo Minghetti, h10
azione comunicativa/dimostrativa sul problema mobilità, davanti sede ATC in via Lame, 17h30

SABATO 26
manifestazione nazionale “Acqua pubblica bene comune”, Roma, tutto il giorno

DOMENICA 27
Laboratorio Comunicazione, h15 (luogo da definire)

LUNEDI 28
possibile incontro con gli operari delle due fabbriche

MARTEDI 29
Picchetto antisfratto, via Vasco De Gama, 7h30
Laboratorio sulle Pratiche assembleari, h18, Salaborsa

MERCOLEDI 30
possibile incontro con gli operai delle due fabbriche

GIOVEDI 1 DICEMBRE
Assemblea generale Santa Insolvenza, luogo e orario da definire

Da segnalare, la proposta (Dave) di liberare nei finesettimana uno spazio pubblico per proseguire la fruttuosa collaborazione con i cineasti iniziata dalla “Notte dei corti viventi” e anche come intesa per la solidarietà espressa al momento dello sgombero.

Oltre ad aver fissato il calendario di appuntamenti, è stato accolto lo strumento dell’AUTO-INCHIESTA, tramite un questionario (su temi-chiave come mobilità, servizi, mutui, debito, lavoro/non lavoro) redatto da un gruppo apposito. Gli altri due gruppi formatisi sono stati quello per la costituzione di una “Camera del lavoro” autogestita e un micro-laboratorio “Educatrici/educatori per lo sciopero precario permanente” per elaborare strategie di blocco dei meccanismi ricattatori sul lavoro, nello specifico per i soggetti coinvolti nei centri educativi e affini.

In ultimo, s’è rivolto l’invito (Antonio) di far coincidere – in questa fase – il  laboratorio sull’insolvenza con l’assemblea generale stessa, perché è stato il laboratorio più partecipato e per evitare un’eccessiva burocratizzazione dei processi di decisione/condivisione, con una separazione netta fra laboratorio e assemblea sulle questioni che riguardano più strettamente tutti; una prospettiva emersa è quella di coniugare la riflessione sull’insolvenza con la costanza di campagne simboliche e anche efficaci sul piano concreto, per dialogare e aggregare altre persone, specie in vista dell’inevitabile “pausa natalizia”.
Ancora, un appello (da parte della moderatrice) a pubblicizzare al meglio le iniziative, contribuendo ognuno nelle proprie possibilità a volantinaggio, attacchinaggio e simili; la proposta di implementare l’uso del FORUM e/o dei social network come strumenti comunicativi/operativi, e anche l’ipotesi di aprire micro-mailing-list per i laboratori.